Unboxing Experience: da “nice-to-have” a “a must”

Difficilmente quando torniamo a casa dal supermercato fotografiamo il cartone del latte togliendolo dalla busta biodegradabile. Però esistono canali di youtube e pagine instagram dedicati esclusivamente all’unboxing.

Condividere un video o una foto sull’unboxing di un prodotto a cui teniamo particolarmente è paragonabile a scartare i propri regali di compleanno di fronte ai nostri amici.

Negli ultimi anni, l’unboxing è passato dall’essere un piacere legato alle feste, ad un rito settimanale. Grandi e piccoli brand guardano all’unboxing come ad un potente strumento di marketing.

D’altronde, il giorno del tuo compleanno, saresti contento se ricevessi questo?

Una confezione curata sembra dire: “qualcuno ha confezionato per te questo dono con molta attenzione. Devi essere molto importante per lei / lui se ti ha dedicato tempo e impegno.”

Nessun brand sulla terra vorrebbe che i propri clienti si sentissero trattati come degli indirizzi di spedizione collegati ad una transazione virtuale.

I vantaggi di un unboxing coi fiocchi

1. Raccontare la propria storia

Presentarsi e sorridere entrando in casa dei vicini è buon senso, non marketing. Non è diverso quando parliamo di consegnare i nostri prodotti alla porta dei nostri clienti.

Presentarsi, in termini di marchio può significare rispondere a qualche semplice domanda:
– Come il tuo marchio è arrivato ad oggi?
– Cosa ti rende diverso dagli altri nel tuo settore?
– Quali sono le promesse che puoi fare ai tuoi clienti?

Ogni piccolo step durante l’unboxing può rispondere ad una di queste domande, componendo come un puzzle la narrativa del marchio pezzo dopo pezzo.

2. Lasciare un buon ricordo

Le ultime impressioni sono importanti quanto le prime. La consegna del prodotto è l’ultimo punto di contatto che il cliente avrà con il marchio, quindi l’obiettivo è renderlo memorabile.

La fedeltà al marchio non riguarda semplicemente il fatto che il prodotto sia “buono”. In qualsiasi settore, ci sono almeno una dozzina di marchi che stanno probabilmente realizzando un “buon” prodotto”.

Ciò che stringe un legame duraturo con i clienti è il famosissimo, inflazionatissimo, ricercatissimo “fattore wow”.

3. Aprire nuove porte

Costruire una buona esperienza di unboxing non è a costo zero: oltre alla progettazione bisogna investire in produzione e se si pensa che l’esperienza verrà vissuta da una sola persona che magari ha acquistato il prodotto meno costoso dello shop sembra difficile giustificare il costo.

Ma cosa succede se la stessa esperienza viene vissuta da molte persone, che magari non hanno mai acquistato dall’ecommerce?
Nel mondo dei social media questa possibilità è reale. Social media e unboxing sono pane e burro virtuali.

Un’immagine o un video di qualcuno che riceve il tuo prodotto, lo scarta con stupore e ne descrive ogni piccolo dettaglio può consentire ad un brand di raggiungere potenziali clienti difficili da raggiungere in altri modi.

Come creare una “unboxing experience”

Scatole personalizzate. Niente di più semplice: per creare un’esperienza di unboxing di successo, la scatola non può essere semplicemente una scatola normale. Deve essere la TUA scatola.

Materiali di imballaggio unici. Pensare “out of the box” quando si parla di materiali di imballo. Cercare di sostituire del semplice scotch con dello spago, la carta con pagine di giornale nella lingua madre del brand, o il semplice pluriball con del profumatissimo fieno (come ad esempio fa Agriturismo Ferdy, un nostro cliente produttore di formaggio). Per rendere il proprio unboxing unico è importante usare materiali che parlano del brand: materiali legati alla storia, al luogo di produzione o alla filosofia

Curare la presentazione. La presentazione all’interno della confezione è importante quanto l’esterno. Aprire la scatola e poter vedere il prodotto frontalmente, nella sua sede su misura, contornato dagli inserti ognuno al suo posto dovrebbe essere l’obiettivo finale. Non è un obiettivo facile da raggiungere: ci sono studi e test da portare a termine, ma il risultato vale assolutamente l’impegno.

Includere solo inserti utili. Gli inserti sono uno strumento utilissimo, perchè molto più efficaci di semplici newsletter.

Si può inviare per e-mail un buono sconto per ringraziare i clienti del loro acquisto, ma è molto più probabile che il buono venga utilizzato se troveranno un coupon cartaceo all’interno della scatola. Altre aggiunte divertenti e giocose sono un ottimo modo per prolungare l’esperienza di acquisto. Attenzione però a non esagerare: troppi stampati o gadget di poco valore potrebbero risultare come una noiosa azione commerciale, molto simile a quelle che quotidianamente riempiono le nostre cassette della posta.

Valutare un campione gratuito. La percezione di “valore aggiunto” è quello che rende un’esperienza di unboxing davvero unica. Tutto ciò che va oltre l’acquisto è qualcosa di inaspettato, e quindi qualcosa che può colpire positivamente il cliente. Campioni gratuiti o anteprime di prodotti non ancora in vendita sono un modo eccellente per ringraziare i clienti e generare interesse nel brand.

Personalizzare. Personalizzare. Personalizzare. Dalla cartolina scritta a mano, al nome sul pacco, ad una polaroid firmata, personalizzare è la chiave dell’unboxing. Se chi riceve il pacco ha la percezione che sia stato confezionato apposta per lui o lei, conoscendo il suo nome e magari i suoi gusti, difficilmente si dimenticherà di questo acquisto. Il fascino di un vestito su misura, del barman che chiama per nome il cliente o dello chef conosce i gusti dei suoi ospiti è intramontabile.

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